Comorbidità, politerapie complesse e compliance terapeutica

Oggi è noto che una percentuale notevole di pazienti affetti da malattie croniche è contemporaneamente affetta da più di una malattia e questo aumenta esponenzialmente con l’età.
La concomitante presenza di più malattie croniche ha conseguenze pratiche importantissime. Il trattamento di ciascuna malattia non può prescindere dalle altre di cui il paziente è affetto. Ciascuna malattia cronica di per se, ma anche i farmaci utilizzati per curarla, hanno conseguenze di rilievo sulla/e altre malattie che ha il paziente. La strategia terapeutica dovrebbe essere unica.
Uno dei casi di maggiore importanza è quello che riguarda l’associazione di malattie cardiache con l’epilessia. Nel convegno in oggetto verrà affrontato un aspetto particolare. Quello della associazione delle epilessia con i disturbi del ritmo cardiaco. Le crisi, attraverso molteplici meccanismi, possono generare disturbi del ritmo cardiaco. Basta ricordare che la morte improvvisa nel paziente affetto da epilessia è generata da un disturbo del ritmo cardiaco oltre che da disturbi respiratori che si possono determinare dopo una prolungata crisi di tipo tonico-clonico. I farmaci antiepilettici possono causare o aggravare disturbi del ritmo cardiaco. Inoltre i farmaci antiaritmici hanno spesso un effetto antiepilettico e in corso di iperdosaggio, possono avere un effetto proconvulsivante. Infine, vi sono importanti interazioni farmacocinetiche tra gli antiepilettici e gli antiaritmici che influenzano in misura determinante la risposta alla terapia.
Durante il convegno verrà quindi discusso un problema pratico molto rilevante. L’aderenza alla terapia che in questi pazienti, spesso trattati con numerosi farmaci, è frequentemente ridotta con implicazioni prognostiche del tutto negative.