La decisione in campo economico è considerata un’attività razionale e consapevole, in cui l’homo oeconomicus agisce solo per massimizzare i propri interessi e ridurre al minimo le perdite. Ma i modelli deterministici costruiti su questa logica astratta sono falliti miseramente, come i disastri dell’economia mondiale ci hanno mostrato. Già Keynes affermava che nell’uomo la ragione convive con gli “animal spirits”: propensione al rischio, paura, rimpianto, ambiguità, empatia, sfumature che spesso accompagnano le nostre scelte. Secondo un altro Nobel, Amartya Sen «il puro uomo economico è in effetti assai vicino all’idiota sociale». Infatti le scelte di carattere economico, non si fanno in un mondo astratto, ma sono influenzate da fattori relazionali, come la stima, la fiducia, la compassione, l’altruismo, il rispetto.

La Neuroeconomia è un settore di ricerca delle neuroscienze in grande espansione e di spiccato carattere interdisciplinare, volto a costruire un modello biologico dei processi decisionali. Si situa al crocevia di discipline differenti per metodi e prospettive di indagine, tra cui le neuroscienze, la microeconomia, la psicologia, l’economia cognitiva e sperimentale e l’epistemologia. Gli economisti si chiedono quale sia la decisione massimizzante tra più alternative possibili in condizioni di incertezza; i filosofi si interrogano sulla nozione di razionalità economica e umana e le implicazioni che ne derivano; gli psicologi studiano i processi cognitivi e le emozioni che presiedono alle nostre scelte; i neuroscienziati indagano il funzionamento del sistema nervoso. Chi si occupa di neuroeconomia tenta di far convergere questi diversi contributi per comprendere l’enigma di come il cervello prende decisioni.

Il convegno pratese si svolgerà, dunque, con il contributo di diverse discipline e durante i lavori, i relatori, tutti di spessore scientifico internazionale e provenienti da tutti questi campi di ricerca differenti cercheranno di dare delle risposte ad alcune domande  fondamentali utili a capire il  rapporto fra la nostra mente e l’agire economico: come generiamo le nostre scelte? In che modo valutiamo i possibili rischi?  Come interagiamo con gli altri?

Si parlerà, tra l’altro, di come la politica economica si propone di mettere gli individui in condizioni migliori di scelta, li orienta a fare la cosa giusta, preservandone al contempo l’autonomia decisionale. Questa Nudge-philosophy, che i suoi ideatori chiamano anche “paternalismo libertario”, guida ormai la politica economica dell’amministrazione Obama e anche Cameron, che nel 2010 ha creato un Behavioural Insight Team.  Gli organizzatori con questo evento scientifico intendono promuovere un’efficace riflessione su temi di grande attualità  che stimolano la comprensione dell’agire umano.