La nascita della Psichiatria quale branca della moderna medicina ha coinciso con la liberazione dei pazienti detenuti negli ospedali di Bicêtre e Salpétrière ad opera di Philippe Pinel. Da tale epoca si è assistito ad un lento e progressivo percorso proteso ad improntare le cure psichiatriche a sempre maggiori principi di libertà, rispetto della persona ed uguaglianza con la prospettiva di eliminare lo stigma legato ai disturbi mentali. Ciononostante, ad oggi, persistono delle condizioni, non infrequenti ma esemplari per il loro valore simbolico, nelle quali si rendono necessari trattamenti coercitivi di pazienti affetti da disturbi mentali o, comunque, in assenza di consenso. Tra queste maggiore rilevanza hanno i Trattamenti Sanitari Obbligatori in SPDC, le contenzioni fisiche e l’internamento nelle residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza (REMS) di autori di reato socialmente pericolosi dal punto di vista psichiatrico. L’utilizzo di tali pratiche è oggetto di ampio dibattito, non privo di controversie ed ideologizzazioni. Vi sono altri aspetti, ancora più infrequenti, ma con ampi risvolti etici, quali i trattamenti involontari per giovani minorenni o l’obbligo di effettuare psicoterapia nelle coppie conflittuali in relazione all’affidamento dei figli, sui quali la riflessione è assai scarsa.

Il presente convegno si propone di effettuare una disamina delle principali problematicità legate ai trattamenti in assenza di consenso in psichiatria e psicologia clinica, sia in ambito clinico, che nel caso di trattamenti disposti dalla magistratura. Effettuando un percorso didattico che parte dalle evidenze epidemiologiche, saranno discussi i possibili interventi preventivi ad approcci coercitivi, nonché gli interventi terapeutici più idonei a favorire una corretta gestione di pazienti che tipicamente presentano significative difficoltà di trattamento in termini di adherence e compliance. Saranno infine discusse le principali problematicità di responsabilità professionale degli operatori della salute mentale nella gestione di pazienti sottoposti a misure terapeutiche coercitive.