L’evoluzione dei Disturbi Schizofrenici

Posizione

Roma

Data

12 Novembre 2021

DALLA PSICOPATOLOGIA CLASSICA ALLA MEDICINA PERSONALIZZATA

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i disturbi schizofrenici si presentano con una prevalenza nella popolazione generale di circa 4 soggetti su 1000, interessando oltre 24 milioni di persone nel mondo. La schizofrenia costituisce una delle principali cause di disabilità per patologia, determina una significativa riduzione del funzionamento globale e della qualità della vita e si associa ad ingenti costi per la salute pubblica. L’esordio della schizofrenia spesso rappresenta una sfida per il clinico, in quanto in almeno la metà dei casi si manifesta con una lunga ed aspecifica sintomatologia prodromica.
Sebbene conosciuta fin dagli albori della Psichiatria, i meccanismi neurobiologici sottostanti e i fattori eziopatogenetici non sono ancora completamente chiariti. Le teorie dopaminergiche classiche sono state negli anni affiancate da nuove scoperte inerenti al ruolo della neurotrasmissione glutamatergica e al coinvolgimento del sistema neuroinfiammatorio. L’esordio, le presentazioni cliniche e il decorso della psicosi sono notevolmente influenzati dalla sempre più capillare diffusione delle sostanze d’abuso, ormai riconosciute come fattori di rischio rilevanti nello sviluppo di questa patologia. Per tali motivi, la riduzione della vulnerabilità ambientale, la diagnosi precoce ed un approccio terapeutico tempestivo ed integrato sono elementi fondamentali per migliorare l’outcome. Sebbene gli studi di follow-up siano concordi nell’affermare che la corretta aderenza ai trattamenti riduca significativamente il rischio di ricorrenze e nuove ospedalizzazioni, il tasso di drop-out rimane elevato, in particolare in seguito al primo episodio. In questo senso, lo sviluppo di farmaci antipsicotici di nuova generazione efficaci anche sulla sintomatologia negativa e con profili di tollerabilità e sicurezza maggiormente favorevoli ha rappresentato una tappa importante nel trattamento, sia in acuto sia a lungo termine.
L’impiego di terapie iniettive long-acting si è dimostrato utile nell’incoraggiare l’aderenza terapeutica, associandosi inoltre ad una minore insorgenza di effetti collaterali e a minori tassi di recidive. Ciò è rilevante anche in relazione alla frequente comorbilità con l’abuso di sostanze psicoattive, che complica la gestione dei disturbi psicotici sia interferendo con la remissione sintomatologica, sia favorendo lo sviluppo di problematiche di tipo medico-internistico.
Il presente Corso si pone come obiettivo quello di discutere le criticità emergenti relativamente alle molteplici modalità di presentazione sintomatologica dei disturbi psicotici e ai fattori che ne influenzano clinica e decorso. La possibilità di delineare strategie di intervento sempre più mirate rappresenta uno strumento fondamentale nella cura di queste patologie, permettendo di intervenire in maniera specifica sulle diverse fasi di malattia, sulle espressioni sintomatologiche e sui bisogni e le caratteristiche del singolo paziente.

MODALITÀ DI ISCRIZIONE
L’iscrizione è gratuita, compilare l’apposito modulo di iscrizione.
La richiesta di iscrizione sarà convalidata in base al numero di posti disponibili.

DALLA PSICOPATOLOGIA CLASSICA ALLA MEDICINA PERSONALIZZATA Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i disturbi schizofrenici si presentano con una prevalenza nella popolazione generale di circa 4 soggetti su 1000, interessando oltre 24 milioni di persone nel mondo. La schizofrenia costituisce una delle principali cause di disabilità per patologia, determina una significativa riduzione del funzionamento globale e…